In epoca longobarda, nel contesto del generale ripopolamento della valle del Tammaro,su un erto colle alle falde del Matese sud-orientale prende vita un villaggio chiamato Murcone dal nome del monte su cui sorge (dal latino murex-ricis, cioè altura rocciosa). L’altura era già stata insediata in epoca sannitica, con una rocca in opera poligonale (V-IV secolo a.C.) provvista di terrazzamenti degradanti, nei cui terreni sono stati rilevati frammenti ceramici di IV-III secolo a.C.
In epoca normanna l’abitato prende la fisionomia di una città, per l’epoca alquanto popolosa, inclusa nella contea di Ariano. Tra il 1058 e il 1122 Morcone ebbe fu sede vescovile e centro di ambito potere feudale, oggetto di feroci battaglie. Nel suo castello Giordano conte di Ariano, resistette a lungo all’assedio di Guglielmo il Normannonel 1122.
Nel 1138 il feudo, di grande rilevanza economica e strategico/militare, fu acquisito al demanio regio da Ruggiero il Normanno. In quel frangente ebbe origine l’Universitas, organo di rappresentanza civica, fondata su Statuti municipali (anche detti Antique Assisie), Gli Statuti furono confermati durante la lunga permanenza della regina Margherita di Durazzo (moglie di Carlo III d’Angiò), che abitò nel castello di Morcone tra il 1380 e il 1381.
Dall’epoca aragonese e nel successivo viceregno spagnolo di Napoli, Morcone fu feudo dei Gaetani, dei D'Aponte, dei Baglioni, e infine dei Carafa. Tra il XVI e XVIII secolo lo sviluppo della pastorizia favorita dal pascolo transumante e l’utilizzo dei corsi d’acqua quali fonti energetiche per azionare macchine per la battitura dei tessuti (balchiere) fu un importante fattore di sviluppo economico e demografico, portando Morcone ad essere in Italia tra i maggiori produttori di panni di lana.
Le riforme apportate nel decennio francese (1806-1815), abolito il regime feudale, Morcone fu parte della Provincia di Molise fino a che, con l’Unità d’Italia, dal 1861 rimase inserito nella nuova provincia di Benevento.
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